Donne giovani e anziane: “Ecco perché la prevenzione contro il tumore al seno serve”

“L’Emilia- Romagna è una delle prime regioni che ha ampliato lo screening mammografico coinvolgendo le donne a partire dai 45 anni di età. Non tutte le regioni lo fanno e non tutte lo fanno bene. Perché lo screening ha un costo sociale notevole dal momento che coinvolge diversi operatori. Ma noi sappiamo che il tumore alla mammella è in netto aumento anche a partire dai 45 anni in su, pertanto con questo screening riusciamo a coprire la maggior parte delle donne a rischio. Le donne più giovani che hanno una familiarità, cioè parenti stretti come zie, nonne, mamma, sorelle, con un precedente di cancro al seno, all’utero, all’ovaio, soprattutto se avuto in giovane età, sono invece inserite in un protocollo pensato proprio per loro e che prevede esami alternati anno dopo anno tra visita, ecografia, mammografia e risonanza”.

A spiegarlo è Alba Pellegrini, dirigente di primo livello e chirurgo senologo del Presidio ospedaliero di Faenza che il prossimo 17 novembre sarà al Poliambulatorio Physiomedica di Faenza, in occasione della giornata di screening gratuito dedicata alle donne più giovani o più anziane, che sono fuori dal progetto di screening regionale. Una giornata che include prima la visita, poi l’ecografia quando la dottoressa lo riterrà necessario.

“L’ecografia al seno nelle donne giovani, sotto i 40 anni, ha un senso – precisa la dottoressa – dopo i 50 anni non si può prescindere dalla mammografia. Il seno grasso diventa esplorabile nella mammografia che invece può avere dei limiti in presenza di un seno molto ghiandolare”.

“In occasione dell’evento di Physiomedica – aggiunge la Pellegrini – ci aspettiamo di vedere ragazze giovani per le quali dopo la visita valuteremo anche se è necessaria l’ecografia. Ma anche persone anziane che dopo i 74 anni pensano di non averne più bisogno. Non è così. Operiamo tantissime persone anziane. La sensibilizzazione dovrebbe passare dal medico di base che indichi loro di continuare a fare la mammografia finché non ci sono controindicazioni”.

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